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ideazione del logotipo e dell' immagine coordinata per la città di Treviso

Treviso, città di riflessi

Giunto a Fillide,
ti compiaci di osservare quanti ponti diversi uno dall’altro attraversano i canali:
ponti a schiena d’asino, coperti, su pilastri, su barche, sospesi, con i parapetti traforati; quante varietà di finestre s’affacciano sulle vie: a bifora, moresche, lanceolate, a sesto acuto, sormontate da lunette o da rosoni; quante specie di pavimenti coprono il suolo: a ciottoli, a lastroni, d’imbrecciata, a piastrelle bianche e blu.  In ogni suo punto la città offre sorprese alla vista […] “Felice chi ha ogni giorno Fillide sotto gli occhi  e non finisce mai di vedere le cose che contiene”, esclami, col rimpianto di dover lasciare la città  dopo averla solo sfiorata con lo sguardo.[…]
Come tutti gli abitanti di Fillide, segui linee a zigzag,  da una via all’altra, distingui zone di sole e zone d’ombra, qua una porta, là una scala, una panca dove puoi posare il cesto, una cunetta dove il piede inciampa e non ci badi. Tutto il resto della città è invisibile.[…]
I tuoi passi rincorrono ciò che non si trova fuori degli occhi, ma dentro, sepolto e cancellato:
se tra due portici uno continua a sembrarti più gaio è perché è quello in cui passava trent’anni fa una ragazza dalle larghe maniche ricamate, oppure è solo perché riceve la luce a una cert’ora come quel portico,
che non ricordi più dov’era.
Milioni d’occhi s’alzano su finestre ponti capperi ed è come scorressero su una pagina bianca.
Molte sono le città come Fillide che si sottraggono agli sguardi tranne che se le cogli di sorpresa.

“Le città invisibili”, Italo Calvino

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  • progetto grafico /
  • alberto gallato
  • daniela idda
  • guido posenato
  • 2017
  • concorso di progettazione grafica
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